Omaggio
- Scritto commemorativo -
25 anni PF/SPK(H)
60 anni Huber
10 anni Krankheit im Recht
 

1995: 25 Anni SPK – Cause ed effetti, ragioni e conseguenze.

Raramente in cliniche e ospedali succede qualcosa che dia agli occhi. Cambiamenti saltuari, mutazioni, alterazioni al patrimonio genetico non danno agli occhi fino a quanto non compariscono sul mercato come un fatto compiuto. A restare a bocca asciutta sono i consumatori, ma anche l’opinione pubblica e gli onori universitari restano a bocca asciutta, a meno che un giornale indipendente di studenti, come per esempio il "ruprecht"*, non prevenga a tutto ciò.

* Giornale “regalato” (in 11.000 copie) agli studenti di Heidelberg. Molti commercianti e negozianti di Heidelberg e dintorni ne fanno uso per fare pubblicità ai loro prodotti. Con eccezione le inserzioni commerciali, la redazione del “ruprecht” non ammette alcun articolo da altri terzi per la pubblicazione sul giornale. Per quanto riguarda l’allusione senza dubbio ironica a cui si accenna nella parte introduttiva, vedi anche la parte conclusiva.

In questi giorni sta ricorrendo il venticinquesimo anniversario della fondazione del Collettivo Socialista di Pazienti (SPK) all’Università di Heidelberg. Da allora e nel suo complesso, l’SPK come tale non è dato agli occhi. Fino a oggi, l’Università di Heidelberg non ha voluto e non vuole aver a che fare con l’SPK, e persino La Corte Speciale di Karlsruhe, nel 1972, non ha nemmeno ritenuto degno, come suole fare in simili casi, pronunciare un divieto di organizzazione sullo SPK nel suo complesso. Ogni tentativo "oggettivo" di confrontarsi con l’ SPK, sia in relazione alla causa sia come evento storico, è fallito nettamente, ciò anche secondo le testimonianze degli stessi autori e delle stesse autrici di turno, perché non è mai riuscito a superare le presunzioni fatte a proposito. Anche i lettori di questo articolo tenteranno invano di dare un giudizio finale, e questo per la semplice ragione che l’SPK non ha e non avrà compiuto ancora per molto tempo il suo sviluppo ulteriore nel Fronte di Pazienti.

Collettivo Socialista di Pazienti e Fronte di Pazienti: La componente Pazienti di queste due formazioni di parole lo rende oggi possibile avvicinarsi al tema, lo avrebbe potuto rendere possibile già allora. Si, è proprio così, in questa società si ha provveduto a tutto, basta che i essenziali non diano agli occhi, e ciò non soltanto dietro ai muri di cliniche e ospedali, come già detto nell’introduzione. Succede che lì dietro scompariscono non soltanto la malattia ma anche i pazienti, quest’ultimi per ricomparire poi, almeno a quanto si pretende, senza la malattia, cioè come "guariti" e "sani", oppure per non ricomparire più nient’ affatto. L’ SPK sta per il diverso. Nelle corrispondenze dei mass-media di allora, l’SPK, insieme alla malattia, era scomparso nella RAF*, questi dichiaratamente senza pazienti, ed era scomparso nell’ IZRU**, questo dichiaratamente senza pazienti, e altrove, l’unica eccezione essendo stato il Fronte di Pazienti. Chi considera la malattia e lo status del paziente essere il grano, nel far passare alla retrospettiva il quarto di secolo appena trascorso, potrà recepire senza difficoltà che e come la pula si è sceverata dal grano. Questo processo è giunto alla sua conclusione definitiva soltanto durante gli anni recenti. Fino allora, solamente il Fronte di Pazienti si era atteso al silenzio concordato nel SPK (TAV, Totale Aussageverweigerung, rifiuto totale di collaborazione) senza reagire alle falsificazioni e agli tradimenti commessi sia riguardo all’essenza che alla storia del SPK, appunto fino a quanto la pula non si era sceverata completamente dal grano. Anche coloro che allora furono presente nel SPK potranno ora articolare liberamente e spontaneamente le loro memorie biografiche circa le loro storie di vita, tanto più in quanto il Fronte di Pazienti tiene a sua disposizione le loro e i suoi materiali e le prove circa la propria pre-istoria, l’inizio e gli effetti reali che ne erano conseguiti, e, cosa importante, ne fa eccessivamente uso, particolarmente per quanto riguarda gli affari intimi.

*  Frazione Armata Rossa / Baader-Meinhof
**  Centro d’Informazione dell’Università Rossa Popolare all’Università di Heidelberg dal 1971 al 1973.

Chi vuole cercare dove siano fondate le radici del SPK deve ritornare almeno nel mezzo dell' ottocento. Le prime strategie mediche per venire a capo dei problemi di una presunta - poiché né allora né oggi realmente esistente - sovrappopolazione mondiale con l’impiego dei distruttivi mezzi di fabbrica [fabrikmaessig beizukommen] erano diventate di dominio pubblico allora come Malthusianismo, Darwinismo e ancora sotto parecchie altre regolazioni linguistiche. Fino al 1970, le innovazioni in sostanza che si erano aggiunte a questo cervellotico* nella scia di quei primi giochi programmatori, se si prescinde dalle 120 anni or sono, erano state pressoché nulla. Anche all’ Università di Heidelberg i problemi di "sovrappopolazione" erano stati tanto inappariscenti quanto era lo status del paziente, quanto era nel seguito l’ SPK, quanto era uno come Huber, poiché non era appariscente, ma al più ragionevole, che la popolazione doveva rimanere fuori, fintantoché la clinica era piena e, di conseguenza, tornarono i conti delle casse malattia. Sotto questa forma si poteva incontrare un problema di sovrappopolazione pure all’ Università di Heidelberg, questo è certo. In seguito era stata proprio l’ Università di Heidelberg a saper risolvere il suo problema di sovrappopolazione in modo poco elegante, perché soltanto dopo aver preso ricorsa per due volte, e precisamente con il buttare fuori dalla clinica universitaria un eccesso di sovrappopolazione mondiale da essa calcolato in appena 180 persone, e più tardi con lo sfrattare dagli spazi universitari nella Rohrbacherstrasse 12 un altro contingente calcolato in 500, i quali erano dati agli occhi non come pazienti ma come "cresciuta selvaggia" (botanica: erbaccia). Lo SPK, quindi, non ha né cominciato né ha avuto termine con qualche affare di malattia o qualche affair Huber, ma con un problema di sovrappopolazione che consisteva di una minoranza la quale fu combattuta da un solo cervellotico medico, quest’ultimo però da oltre tanto inappariscente quanto altamente ricaricato, e precisamente dal cervellotico che l’umanità fosse minacciato di perire di se stessa a causa di una sua sovrappopolazione. Nota bene: uno può essere già uno in troppo per fare traboccare la Botte di Heidelberg, tanto più quando a farla traboccare sono in 500.

*  se presa nel suo insieme, tutta l’attuale popolazione del mondo, circa 6 miliardi, e trasportata a Texas, per ognuno vi avanzerebbero cento (100) m quadri di terra, non considerando le possibilità di costruire in alto e in basso sottoterra, in breve: la terra ha abbastanza spazio per tutti (potrebbe averlo, se non fosse … vedi sopra ecc., ecc., ecc.)

Qui deve essere concesso espressamente che la dedica: "Allo spirito vivente", sopra il portale principale dell’ Università di Heidelberg, risale dichiaratamente a G.W.F. Hegel, il quale fu nominato funzionario pubblico proprio in quel luogo nel secolo XIX, anche se lo era stato solamente per due anni. Ciononostante è stato proprio quel Hegel, ancora anni dopo, quando era oramai divenuto il filosofo di stato della Prussia, e ciò malgrado, a riconoscere espressamente uno spirito vivente ed educabile perfino ai negri delle foreste tropicali nell’ Africa più nera. Di conseguenza, oggi, 25 anni dopo l’SPK, è lecito porre la domanda se questa università potesse allora dimenticare la propria divisa per la sola ragione che non l’aveva mai imparata, che non potrà mai impararla e che, di conseguenza, è da molto tempo perita dello stesso concetto di sé, appunto come avviene per tutto quanto non corrispondi al proprio concetto, e ciò è vero non soltanto secondo Hegel, ma in generale. Dove cresce erbaccia ("cresciuta selvaggia"), anche secondo Hegel non si può presumere che vi fosse "spirito vivente". Nel frattempo, ciò che è cresciuto potentemente sul campo Neuenheim è innanzitutto la Clinica dell’ Università di Heidelberg. Però, già l’SPK aveva imparato bene il suo Hegel. Nei circoli che posteriormente chiamavano segreti, ma anche nei circoli di lavoro pubblici, ciò non rimaneva senza ripercussioni sul mondo esterno, e l’SPK continua a vivere ancora oggi nel Fronte di Pazienti. A quanto pare, quindi, quest’ultimo, totalmente in contrasto all’ università, sembra corrispondere al suo concetto, cioè al concetto di malattia, oppure allo spirito vivente, il quale - in contrasto all’ università, che è perita, e ciò anche secondo Hegel - non è un congenito germe di morte, ma è vita, la quale sta superando la mancanza su cui è costretta, e se non è possibile diversamente ancora nella e come malattia, essendo quindi capace di superarla in ogni caso e sotto tutte le circostanze e ciò in anticipo su ogni futuro.

Nella sua esistenza di un anno e mezzo, L’SPK ha dato tempestosamente il benvenuto a ogni principio di una sovrappopolazione. Le sue risposte alla mancanza di spazio, mancanza di tempo, mancanza di terapia suonano oggi come un canzone popolare: Agitazione singolare, agitazione di gruppo, circoli di lavoro invece di medici, terapie e farmaci.

Nel frattempo, il mondo lotta disperatamente con la morte, non con la propria morte, ma con il problema di sovrappopolazione, soprattutto quella dei pazienti. Alcuni professori di filosofia provenienti da Heidelberg, i quali, poco dopo la fine del SPK, erano emigrati a Berlin Occidentale, stanno votando pubblicamente in favore della morte di grazia somministrata dalla mano del medico, cioè per la stessa morte di grazia somministrata dalla mano del medico che è già divenuta legge in parecchi stati d’oltremare. "Per fortuna che ci sono ancora tribunali", disse già allora il Vecchio Frederico della Prussia, malgrado e dopo aver perso il processo contro il Mugnaio di Sanssouci (perturbazione della quiete pubblica notturna nello stato dei vigili notturni !!). Per fortuna che ci sono Krankheit im Recht (La malattia al diritto e diritto alla malattia) e il Fronte di Pazienti, dicono oggi non pochi degli interessati, i quali non sono né professori di filosofia né credono di avere qualsiasi altra ragione per dare il loro voto in favore della classe medica.

Chi, 25 anni dopo la sua fondazione, ancora non potrà lodare l’SPK, non avrà ancora per molto tempo e meno che mai una ragione per seppellirlo, e sia anche come cane morto. E non potrà farlo mai forse la stessa Università di Heidelberg o qualsiasi altra Università, presupposto che si stia avviando alla ricerca dello "spirito vivente", il quale, da queste e quelle parti e oggidì, non ce n’è per niente da nessuna parte, a meno che non lo si incontra nella specie umana, e soltanto grazie alla forza di malattia essendo in cammino verso la specie umana. Questo articolo può ciononostante dare il viatico anche agli studenti del ruprecht, poiché fa senz’altro tanto bene quanto è indigeribile.

4 Gennaio 1995

PF/SPK(H), 05.03.2005